55^ Coppa Selva di Fasano

La “Flavio Arconzo” presente con il proprio stand alla partenza della cronoscalata. Nei due giorni di full immersion nel mondo dei motori e della velocità il sodalizio ha lanciato una provocazione invitando tutti a recarsi alla postazione per mettersi alla prova e fare un mini esame di teoria della patente. Quanti la meritano davvero? Ma il motivo più importante per la presenza del sodalizio è quello di ricordare a tutti che la Statale 172 dir dopo la gara torna ad essere una strada tra le più pericolose e quindi da percorrere in rispetto delle regole e con infinito buonsenso.

Per un caso del destino la linea di partenza della cronoscalata si trova proprio davanti a quel tratto di guardrail su cui da sei anni troneggia tristemente lo striscione che ricorda Flavio, il figlio della Presidente Katia Schiavone. Un ragazzo di diciassette anni travolto e ucciso non per fatalità, ma a causa di una manovra azzardata da parte di un irresponsabile e da una strada per la quale ci si auspica una celere messa in sicurezza. Inoltre, anche se non c’è un simbolo che lo ricordi,  è assolutamente doveroso ricordare Francesco Angelini, 22 anni, morto nello stesso luogo e con le stesse modalità alcuni anni prima. Un monito per ricordare a tutti che la Statale non è una pista, se non durante le ore di chiusura del traffico.

Un monito ai cittadini che la percorrono, ai giovani che nei giorni precedenti e alla vista dei preparativi si fanno contagiare dal sacro fuoco della velocità, ma soprattutto un grande monito ai piloti che spesso hanno la cattiva abitudine di fare le prove con il traffico aperto alla circolazione normale. Una cattiva abitudine che devono assolutamente abbandonare perché come è già accaduto in passato può avere risvolti devastanti. Cerchiamo di non dimenticare Eligio Colucci!